“EVENTO 0” AD ARDEA – IL VALORE DELLA COLLABORAZIONE

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Nota editoriale

*A cura della Direzione Artistica di SDC – Stefania Di Carlantonio®  EVENTO 0 è un progetto ideato e coordinato da System Project SDC, area di progettazione culturale di SDC – Stefania Di Carlantonio®, nata per sviluppare iniziative che favoriscano l’incontro tra persone, creatività e territorio e progetti di di arte applicata. La riflessione che segue, a cura della direzione artistica di SDC, racconta la visione e le motivazioni che hanno dato origine al progetto. A seguire, l’articolo di Walter Tassau approfondisce i protagonisti di EVENTO 0 e il percorso che ha portato alla realizzazione della sua prima edizione.*

Manifesto del brand: SDC nasce dall’arte applicata; qui l’arte non decora, struttura. Ogni creazione prende forma dall’interazione tra gesto, materia e funzione.

Costruire l’utilità con armonia.

SDC di Stefania Di Carlantonio®

I𝓁 𝐁𝓇𝐚𝓃𝐝

ROMA • ITALIA

Quando si parla di “evento culturale” si rischia spesso di utilizzare definizioni troppo ampie, che finiscono per semplificare realtà molto più articolate. EVENTO 0 nasce invece con un’intenzione diversa: mettere in relazione persone, pratiche e linguaggi che già esistono sul territorio, ma che raramente hanno occasione di incontrarsi.

Il progetto prende forma all’interno del percorso di SDC – Stefania Di Carlantonio®, brand dedicato alle arti applicate che sviluppa la propria ricerca attraverso materiali, cultura del progetto e relazioni tra creatività e funzione. All’interno di SDC opera anche System Project SDC ©, area dedicata alla progettazione e al coordinamento delle iniziative culturali e collaborative, attraverso cui vengono sviluppati EVENTO 0 e altri progetti affini.

Nel tempo, questo lavoro si è esteso naturalmente verso una dimensione più aperta, fatta di collaborazioni, incontri e progettualità condivise.

Vivendo ad Ardea, ho avuto modo di conoscere un territorio complesso e ricco: il mare, la stratificazione storica, i paesaggi e le testimonianze del passato convivono con una rete viva di persone, competenze e sensibilità contemporanee. Artigiani, fotografi, designer, musicisti, insegnanti, associazioni culturali e progetti indipendenti costituiscono un patrimonio umano spesso poco visibile nella sua interezza.

Tra questi emergono percorsi molto diversi tra loro: chi lavora con la fotografia e la narrazione per immagini, chi intreccia ricerca estetica e radici culturali legate alle proprie origini, chi pratica il disegno come osservazione attenta del reale, chi esplora il corpo e il benessere attraverso discipline come il tai chi, chi ha attraversato cambiamenti significativi nella propria vita professionale dando forma a nuove identità creative. Accanto a loro, realtà associative impegnate nel sociale e nel dialogo umano, come la Panchina dell’Ascolto, e progetti editoriali portati avanti da giovani scrittori che scelgono la lettura pubblica come spazio di condivisione e incontro.

Nel tempo ho anche osservato come, accanto a queste realtà, esistano esperienze culturali e musicali solide e strutturate che però restano spesso poco in dialogo tra loro. Non per mancanza di valore, ma per una naturale frammentazione dei percorsi, che porta molti progetti a svilupparsi in modo autonomo, senza occasioni frequenti di incontro e collaborazione.

È proprio in questo spazio — tra ciò che esiste e ciò che raramente entra in relazione — che si colloca il senso di EVENTO 0.

Non come una vetrina, né come un format predefinito, ma come uno spazio di relazione in cui queste presenze possano dialogare tra loro e diventare visibili nella loro complessità. Un tentativo di costruire connessioni reali, a partire da ciò che già esiste, valorizzando le persone prima ancora delle etichette.

In questo senso, EVENTO 0 rappresenta un primo passo: non un punto di arrivo, ma l’inizio di un processo aperto, che mette al centro il territorio non come sfondo, ma come rete viva di relazioni.

L’iniziativa si svolge negli spazi del Cavallino Verde Country Club, realtà immersa nel verde a pochi passi dal mare, che nasce come maneggio e che sta evolvendo verso una dimensione più ampia di apertura e accoglienza, con l’obiettivo di diventare un luogo di incontro per attività culturali, sociali e creative.

EVENTO 0, il valore della collaborazione

a cura di Walter Tassau

Sabato 18 luglio 2026, negli spazi verdi del maneggio Il Cavallino Verde Country Club di Ardea, prenderà vita il primo EVENTO 0 della stagione Estate 2026: una serata pensata per unire musica dal vivo, progetti creativi, attenzione ambientale e valorizzazione del territorio. Promosso e ospitato dall’Associazione Culturale Il Cavallino Verde Country Club, l’appuntamento nasce dalla collaborazione con il brand SDC di Stefania Di Carlantonio e con la visione progettuale di System Project SDC ©, con un obiettivo chiaro e condiviso: riportare al centro Ardea attraverso arte, cultura e relazioni concrete.

Maicol Clacson e gli altri gruppi

Live concert

Non Suono Maicol Clacson- Breathing Tales- Mastro Zeneca

Tra i protagonisti della serata c’è Mario Zocchi, alias Maicol Clacson, con il progetto Non Suono Maicol Clacson. L’abbiamo intervistato e dalle sue parole emerge con chiarezza il carattere nascente e sperimentale del progetto: non ancora una formazione stabilizzata, ma un’idea in costruzione, nata da una ricerca personale e da un modo molto libero di stare nella musica. Zocchi racconta un percorso che parte dal basso, attraversa esperienze rock e repertori diversi e approda a una scrittura in italiano, e in particolare in romanesco, sentita come più autentica e necessaria rispetto all’inglese. Il risultato è una proposta ironica, diretta, legata alla vita quotidiana e al lavoro, con l’idea di una musica che nasce “da strada”, da ciò che si vede e si vive ogni giorno. Non Suono Maicol Clacson prende forma come un’identità collettiva e operaia, con un immaginario quasi da cantiere urbano, in cui la musica diventa un modo per trasformare la fatica in racconto. Un esempio concreto di questo approccio è il brano allegato Er mejo prima, costruito con tono diretto, ironico e disincantato, e affidato a una lingua che conserva il ritmo del parlato e la naturalezza della battuta. Non si tratta però di un caso isolato. Nel repertorio in costruzione affiorano anche titoli come Ho visto la fica e Giannetto er miccia, in cui il romanesco si fa veicolo di una provocazione esplicita e senza filtri; una postura che, mutando vernacolo e contesto storico, può ricordare il gruppo pisano degli Sboccati, attivo negli anni Novanta e tristemente noto per la censura subita. Brani come Trugolona, I figli del benessere e La lancia usavano il toscano popolare per raccontare una quotidianità scomoda, volgare per chi non voleva sentirla, verissima per chi ci vivesse dentro. Quella tradizione di canzone volutamente impertinente, sbilenca e irriverente che usa il dialetto come dispositivo espressivo e non come semplice colore locale. Una “canzone impertinente” che unisce satira, irriverenza e critica sociale, rompendo gli schemi del perbenismo, che in Italia emerge a fasi alterne, ma è ben radicata da sempre. Accanto a Maicol Clacson ci saranno altri due gruppi dell’area romana, entrambi già attivi e con un profilo ben riconoscibile. Mastro Zeneca ha una presenza online consolidata e propone un repertorio che mescola scrittura originale e riletture, con una forte impronta da street band e una carica performativa pensata per coinvolgere il pubblico. Mezzo Uomo, con una partitura quasi orchestrale, è uno dei loro brani più riusciti, secondo chi scrive. Il testo, mutuato dall’omonima poesia di Biagio Valerio Gadaleta, è dedicato all’attivista iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani e a tutte le donne costrette a vivere in realtà sociali che ne sminuiscono il valore e la dignità. Contesti in cui diritti, opportunità e riconoscimenti sono spesso limitati o ridotti e le loro possibilità sono inferiori rispetto a quelli degli uomini, fino a privarle persino del diritto fondamentale di amare liberamente. I Breathing Tales, invece, sono una rock band romana dalla cifra sonora più diretta e potente, orientata a un impatto live deciso e a una scrittura musicale immediata. Sebbene la loro matrice sia prevalentemente alt-rock e grunge, non mancano richiami alle asperità taglienti della no wave, che rimandano in particolare agli Art Fleury di New Performer (1983), segnati dalla presenza vocale di Francesca Albini. Analogamente, nei Breathing Tales la voce femminile, affidata ad Asia e Sofia, occupa una posizione centrale, contribuendo a definire il profilo melodico ed emotivo della band. La scelta di affiancare queste tre realtà rende la serata più varia e dinamica: il cantautorato romano di Maicol Clacson, l’energia mobile e travolgente di Mastro Zeneca, e la forza rock di Breathing Tales costruiscono tre momenti complementari, capaci di parlare a pubblici diversi senza perdere coerenza. In questo senso, il concerto diventa anche una piccola fotografia della vitalità musicale dell’area romana, con linguaggi differenti, ma uniti dalla stessa esigenza di presenza dal vivo.

Un evento di territorio

EVENTO 0 nasce come iniziativa che prova a riattivare il territorio di Ardea attraverso una formula semplice ma ben calibrata: un luogo suggestivo, una rete di collaborazioni e una proposta culturale che non si limita all’intrattenimento. La presenza del mercatino, dell’artigianato autentico e di una sensibilità orientata alla sostenibilità rafforza questa impostazione, perché amplia il significato della serata e la trasforma in un momento di incontro tra pratiche creative diverse. Questa scelta appare particolarmente significativa perché risponde a un bisogno sempre più evidente: dar forma a eventi raccolti ma pensati con cura, in cui l’esperienza non dipenda dalla quantità degli effetti, bensì dalla qualità della relazione con il luogo, con chi lo anima e con ciò che vi viene presentato. Ardea, in questo quadro, non è soltanto uno sfondo, ma parte viva del progetto. Un elemento interessante, emerso anche dal testo, è il modo in cui l’iniziativa prende forma attraverso competenze diverse: produzione culturale, grafica, coordinamento artistico, artigianato e una rete di contatti costruita nel tempo. La collaborazione tra Stefania Di Carlantonio, Sistem_project_SDC e gli artisti coinvolti mostra quanto oggi la riuscita di un evento dipenda dalla capacità di mettere insieme visione e pragmatismo. È proprio questo equilibrio a dare senso a EVENTO 0: non un format standard, ma un primo passo, un debutto che prova a immaginare una stagione estiva fondata su identità, territorio, musica e qualità delle relazioni. In un momento in cui molti appuntamenti tendono ad assomigliarsi, qui si tenta una strada più personale, più leggibile e più aderente al contesto in cui nasce.

Progetti creativi, editoria, socialità

Isabelle, Sara e Lucia, Sistem_project_ SDC, Antonella,Roberto, Stefania C., Lorenzo, Luca, Mirko, Zulfa Ramalheiro, Aurora

 

EVENTO 0 sarà anche l'occasione per presentare al pubblico della zona, la prima collezione SDC realizzata in carta kraft lavabile, composta da accessori e grembiuli da lavoro progettati per coniugare funzionalità, ricerca sui materiali e identità contemporanee

La sostenibilità, per SDC, non è un linguaggio estetico né un’etichetta da applicare ai progetti, ma un modo di progettare.

Per questo motivo, durante EVENTO 0 saranno presentati alcuni lavori realizzati in carta kraft lavabile, un materiale che unisce leggerezza, resistenza e possibilità espressive spesso ancora poco conosciute. Non si tratta di una semplice alternativa ai tessuti tradizionali, ma di una materia che invita a ripensare il rapporto tra funzione, durata e trasformazione.

Tra i progetti creativi esposti figura un sistema composto da bustier e gonna-scultura. Il bustier, realizzato in carta kraft lavabile, è costruito attraverso una sequenza di predelle e integrato da specchi interni che ne amplificano la percezione spaziale, mentre alcuni interventi segnici rientrano in una logica di arte applicata e non di decorazione.

La gonna si sviluppa come una struttura autoportante costruita per piani sovrapposti, quasi gradoni, generando un ritmo di pieni e vuoti. Il tessuto workwear a righe bianche e nere, recuperato da scarti secondo una logica zero waste, contribuisce alla definizione di un volume di natura architettonica.

Accanto a questo sistema saranno presentati anche altri capi in carta kraft lavabile, tra cui una giacca e un abito. Capi che superano la dimensione dell’abbigliamento per diventare oggetti di ricerca, nei quali la progettazione dialoga con la sperimentazione sui materiali e con il linguaggio delle arti applicate.

L’obiettivo non è dimostrare che un materiale sia migliore di un altro, ma suggerire che ogni materia possiede un’identità, una memoria e un potenziale progettuale che meritano di essere esplorati.

È in questo spazio di ricerca che prende forma il lavoro di SDC: non come esercizio di stile, ma come indagine continua sul dialogo tra progetto, materia, struttura e cultura del fare.

L’obiettivo non è dimostrare che un materiale sia migliore di un altro, ma suggerire che ogni materia possiede un’identità, una memoria e un potenziale progettuale che meritano di essere esplorati.

È in questo spazio di ricerca che prende forma il lavoro di SDC: non come esercizio di stile, ma come indagine continua sul dialogo tra progetto, materia, struttura e cultura del fare.

 

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