Ufagrà e SDC: L’Arte Applicata in un Gesto Etico
Il lavoro di Antonio Fiore (Ufagrà) e il concept SDC (Sostenibilità, Design, Carattere) convergono nel principio dell’Arte Applicata. I suoi iconici Gilet Futuristi sono la perfetta sintesi di questa visione: trasformano la pittura in un manifesto concettuale, portando l’arte fuori dalla galleria e rendendola parte integrante del quotidiano.
Questo approccio risuona profondamente con la filosofia SDC. Proprio come i nostri prodotti in Pelle Vegana privilegiano la Sostenibilità attraverso materiali durevoli ed etici, Ufagrà crea capi unici che combattono la logica dell’usa e getta. I suoi gilet non sono semplici abiti, ma oggetti di Design che evolvono e acquistano Carattere nel tempo, in un dialogo continuo tra passato (Futurismo), presente (etica) e futuro (innovazione).

Antonio Fiore, noto anche con lo pseudonimo Ufagrà, è una delle figure più originali e coerenti dell’arte contemporanea italiana e occupa un posto peculiare per la sua capacità di reinterpretare il Futurismo storico in chiave attuale.
Nato a Segni (Roma) nel 1938, la sua carriera attraversa oltre cinque decenni di ricerca artistica. Fiore ha sviluppato un linguaggio artistico personale – La “Cosmopittura” – che fonde pittura, moda e sperimentazione concettuale. Il suo percorso creativo si distingue per una produzione pittorica e teorica che trova nei celebri gilet futuristi, fra le sue opere più
iconiche, la sintesi perfetta tra arte, moda, design e performance: capi d’abbigliamento dipinti a mano, veri manifesti indossabili di una poetica in continua evoluzione.
Un Futurismo Rinnovato
Antonio Fiore non è un futurista ortodosso. Il suo legame con il movimento fondato da Marinetti nasce, alla metà degli anni Ottanta, aderendo alla “Dichiarazione Futurismo – Oggi” redatta da Enzo Benedetto e firmata dai futuristi viventi e ne intuisce la vitalità; l’entusiasmo per la modernità, il dinamismo e l’integrazione tra arte e vita quotidiana lo attraggono sin da giovane.
L’evoluzione stilistica di Antonio Fiore nel rapporto con il Futurismo
1. Dal Movimento Agrà al Neofuturismo e alla Nascita di Ufagrà
La sua formazione si arricchisce grazie a incontri fondamentali con figure come Sante Monachesi – di cui frequenterà lo studio fino al 1984 – che lo introduce al Movimento Agrà che teorizza un’arte “agravitazionale”, proiettata verso l’alto e lo spazio.
Sulla scia del lancio da parte dei Sovietici della navetta Vostok 1 nel 1961, la spinta verso lo spazio e il viaggio spaziale diventano, per il Movimento Agrà, la metafora principale del Futurismo contemporaneo. Non si tratta più solo di spingersi oltre i confini della terra, ma di trasformare l’arte in un’esperienza spaziale che va oltre la semplice superficie terrestre.
In questo contesto, Fiore aderisce ed elabora i primi “quadri-messaggio”, opere caratterizzate da linee forza dinamiche e forme geometriche che suggeriscono movimento e ascensione. Questi lavori rappresentano una personale rielaborazione del linguaggio futurista, aggiornata alle nuove sensibilità e ai temi della contemporaneità.
Monachesi ‘battezza’ Fiore Ufagrà, acronimo di “Universo Fiore Agrà”, sottolineando la dimensione cosmica e universale della sua ricerca artistica.
La svolta avviene negli anni Settanta, quando Fiore entra in contatto con protagonisti storici come Francesco Cangiullo, Osvaldo Peruzzi e Mino Delle Site. Dalle figlie di Giacomo Balla apprende il vero spirito del Futurismo e il legame con il movimento si consolida.
Questa visione si traduce in una produzione artistica che, pur ispirandosi ai principi del Futurismo storico, li reinterpreta alla luce delle nuove realtà tecnologiche e sociali degli anni Sessanta e Settanta.
2. Evoluzione Stilistica: Dal Neofuturismo alla Cosmopittura
Il percorso di Fiore si articola in fasi distinte ma coerenti:
Anni ’70: I “quadri-messaggio” e l’adesione al Movimento Agrà. Le opere sono caratterizzate da linee e forme proiettate verso l’alto, simbolo di un ideale ascensionale e spirituale.
Anni ’80: Consolidamento del legame con il Futurismo grazie alla “Dichiarazione Futurismo – Oggi”. La superficie pittorica diventa un “campo totale” dove le linee forza collegano corpo, mente, emozioni e spiritualità.
Anni ’90 e 2000: Superamento della bidimensionalità con i “quadri sagomati su legno” e l’introduzione della Cosmopittura che esplora temi spaziali e cosmici.
Dal 2010 a oggi: La Cosmopittura si consolida come sintesi tra aeropittura futurista e ricerca personale, con una pittura dinamica, tridimensionale e materica, arricchita da materiali innovativi come acciaio e plexiglass.
3. La “Dichiarazione Futurismo – Oggi” e la Cosmopittura
A metà degli anni Ottanta, il già citato sostegno alla “Dichiarazione Futurismo – Oggi”, afferma così l’impegno di Fiore nel rinnovamento del movimento. In questa fase, la sua pittura evolve verso una visione più ampia e universale che la critica specialistica definisce “Cosmopittura”. Le opere di questo periodo sono caratterizzate da:
Superfici pittoriche come campi totali: la tela diventa uno spazio dinamico dove linee, forme e colori si organizzano in una gerarchia complessa ma armoniosa.
Le Linee Forza Ufagrà: Elementi distintivi che collegano corpo, mente, emozioni e spiritualità, andando oltre la semplice separazione formale,le “Linee Forza Ufagrà” sono il tratto distintivo della poetica di Fiore. Un linguaggio visivo unico. Queste linee rappresentano:
Slancio verso l’alto: Simbolo di un mondo sottratto alla gravità, espressione di un ideale di ascesa spirituale e mentale.
Cerniera tra corpo e spirito: Collegano le diverse dimensioni dell’essere, creando un’unità dinamica e organica nell’immagine.
Dinamismo e luce: Parte integrante di un sistema visivo che privilegia il movimento, la pittura si fa vibrante. La purezza cromatica e la luce, con colori puri e simbolismi segnici trasformano la superficie pittorica in una sorta di diario emozionale e cosmico.
4. Innovazioni Principali: Tridimensionalità e Contaminazione tra Arte e Moda
Negli anni Novanta e Duemila, Fiore supera la bidimensionalità tradizionale con i “quadri sagomati su legno” e l’introduzione di materiali come acciaio specchiante e plexiglass,
creando effetti di rilievo e giochi percettivi tra dentro e fuori. Questa sperimentazione materica amplia il suo lessico visivo e fonde pittura e scultura in una nuova sintesi.
L’innovazione più nota resta però la creazione dei gilet futuristi: capi d’abbigliamento dipinti a mano che trasformano la moda in una tela vivente. Questi gilet, realizzati a partire dagli anni Novanta, rappresentano una fusione tra arte, design e performance, in linea con la tradizione di Balla e Depero, ma reinterpretata in chiave contemporanea. Ogni gilet è un pezzo unico, dipinto su entrambi i lati.
5. La Cosmopittura e la Dimensione Universale
Dal 2010 in poi, la Cosmopittura di Fiore si consolida come sintesi tra aeropittura futurista e ricerca personale. Le sue opere si arricchiscono di riferimenti allo spazio, alla tecnologia e alla dimensione cosmica, con una pittura dinamica, tridimensionale e materica. L’uso di materiali innovativi e la continua ricerca di nuove forme espressive testimoniano la vitalità della sua poetica e la sua capacità di rinnovare il linguaggio futurista nel XXI secolo.
6. Sintesi delle Innovazioni Principali
Innovazione
Descrizione
Linee forza Ufagrà
Dinamismo ascensionale, collegamento tra corpo, mente, emozioni e spiritualità;
Cosmopittura
Sintesi tra aeropittura futurista e visione cosmica, con uso di colori puri e superfici dinamiche;
Tridimensionalità
Quadri sagomati, materiali innovativi (acciaio, plexiglass), effetti di rilievo;
Gilet futuristi
Arte indossabile, fusione tra pittura, moda e performance.

Origine e Significato dei Gilet Futuristi. Manifesti Indossabili di Arte Totale
I gilet futuristi rappresentano la sintesi più originale della ricerca di Fiore. L’idea nasce nei primi anni Novanta dalla volontà di portare l’arte fuori dalle gallerie e dai contesti tradizionali, direttamente nel quotidiano, e di realizzare una “arte totale” che superi i confini tra pittura, moda e performance. Il gilet, indumento borghese per eccellenza, diventa nelle mani di Fiore un supporto pittorico non convenzionale. Dipingendolo con motivi dinamici, lo carica di un’energia visiva che lo rende manifesto ambulante di un’arte viva e provocatoria.
Il primo esemplare, realizzato nel 1996, dedicato alla moglie Maria Pia, inaugura una serie di pezzi unici dipinti a mano per personaggi del mondo della cultura come Giorgio Di Genova, Francesco Grisi, Vittorio Sgarbi e Tiziana Todi.
Estetica, Tecnica e Iconografia: Il Gilet come Tela
- Materiali: Gilet di taglio classico in gabardine.
- Colori: Per tessuto.
- Motivi: Linee di forza dinamiche.
- Unicità: Ogni gilet è un pezzo unico, firmato, dipinto su entrambi i lati e spesso anche su bottoni e interno, per un’esperienza visiva totale.
I gilet futuristi non sono oggetti decorativi. Ogni capo è il risultato di una lavorazione complessa: Fiore parte da gilet in tessuti di gabardine.
L’iconografia è coerente con il linguaggio futurista: linee di forza, geometrie spezzate. Le superfici, spesso dipinte anche sul retro e sui bottoni, rendono ogni gilet un’opera a 360 gradi, da vivere in movimento.
Il Gilet Futurista nella Tradizione delle Avanguardie
Il gilet futurista di Fiore si inserisce nella tradizione avviata da artisti come Fortunato Depero e Giacomo Balla che, già negli anni Dieci e Venti del Novecento, avevano sperimentato la fusione tra arte e abbigliamento. I gilet di Depero, con i loro colori accesi e le forme geometriche, erano veri e propri manifesti ambulanti dell’estetica futurista.
Fiore riprende questa eredità e la aggiorna, trasformando il gilet in un oggetto d’arte contemporaneo, portatore di una carica di provocazione sociale e di auto-rappresentazione individuale. Il suo gilet esposto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e presentato nella mostra “Il Tempo del Futurismo” (2024/2025) rappresenta un importante collegamento tra la tradizione storica e le sue evoluzioni contemporanee.
Moda, Design e Arte: Un Dialogo Creativo
I gilet futuristi rappresentano un punto d’incontro tra arte, moda e design, anticipando la contaminazione tra ambiti creativi che caratterizzerà molta dell’arte dagli anni Novanta in poi.
Arte, Moda, Performance
La peculiarità dei gilet risiede nella loro natura performativa. Chi li indossa diventa parte attiva dell’opera: il corpo in movimento anima la pittura, facendo del passante un performer inconsapevole.
I Gilet nella Tradizione Futurista
Fiore si inserisce nella scia dei grandi maestri del futurismo italiano che avevano sperimentato con l’abbigliamento come Depero e Balla. Con i suoi gilet futuristi dipinti a mano, Fiore, si pone però in una linea più contemporanea. Simbolo di una poetica che fonde arte e moda, meno folklorica e più concettuale, coerente con il pensiero postmoderno e le pratiche performative.
Esposizioni, Riconoscimenti, Conservazione. L’Eredità di Antonio Fiore nel XXI Secolo
Le opere di Fiore sono state esposte in oltre settanta mostre personali e moltissime collettive, tra cui:
- Mostra al Complesso del Vittoriano, “Antonio Fiore. Ufagrà: opere 1978–2005”, circa 70 opere (Roma, 2005)
- Antologica al CERP, Centro Espositivo Rocca Paolina, ”Antonio Fiore dal Neofuturismo Agrà alla Cosmopittura”, circa 70 opere (Perugia 2012)
- “Nuovo Alfabeto Futurista” (Plus Berlin, 2017-2018)
- Mostra al Palazzo del Monte Frumentario, “Antonio Fiore Ufagrà dal post-futurismo alla Cosmopittura”, (Assisi, 2018)
- “Universo Ufagrà” (Galleria Vittoria, Roma, 2023)
- “Il Tempo del Futurismo” (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, (Roma, 2024/2025): uno dei gilet di Fiore è stato esposto accanto ai capolavori storici dell’avanguardia italiana.
Conclusione: Un Futurista nel XXI Secolo
Ufagrà è considerato “l’Ultimo Futurista” ancora attivo: raccoglie l’eredità di Balla, Monachesi e degli altri maestri, rinnovando lo spirito pionieristico futurista. La sua opera fonde cyber‑cosmo, spiritualità moderna e una visione cosmica attraverso colori intensi, forme sinuose e matericità innovative.
Con la sua Cosmopittura e i celebri gilet futuristi, rappresenta un esempio emblematico di come la tradizione delle avanguardie possa essere non solo preservata, ma continuamente rinnovata e attualizzata, mantenendone vivo lo spirito dinamico e visionario. La sua opera, ponte tra passato e futuro, trova nuova rilevanza nel panorama contemporaneo, segnato da una crescente ibridazione tra discipline, e abbraccia pittura, scultura e moda.
In un’epoca in cui il rapporto tra corpo, identità e tecnologia è centrale, i gilet futuristi di Fiore appaiono come anticipazioni di pratiche pienamente contemporanee. Le “tele indossabili” che l’artista ha iniziato a creare trent’anni fa continuano a portare nel futuro l’utopia estetica del Futurismo, dimostrando la perdurante vitalità di un movimento che aveva fatto del futuro stesso il proprio orizzonte creativo.
L’evoluzione stilistica di Antonio Fiore e le sue principali innovazioni – dalla Cosmopittura ai gilet futuristi – testimoniano la capacità di coniugare tradizione e sperimentazione. I gilet futuristi sono molto più che abiti dipinti: sono opere d’arte vive, performance ambulanti, manufatti teorici che proseguono l’utopia futurista della fusione tra arte e vita.
La sua intuizione – in un dialogo costante con il Futurismo, reinterpretato e rinnovato attraverso una ricerca personale – di trasformare il gilet in opera d’arte e veicolo di performance anticipa molte pratiche attuali che esplorano le intersezioni tra arte visiva, moda, design e identità.
In un mondo dominato dal virtuale, Fiore ci ricorda con ironia e passione che l’arte può ancora abitare il corpo, invadere la strada, suscitare pensiero.
“Il futurismo non è morto perché il futuro è sempre davanti a noi”.
— Antonio Fiore
📚 Pubblicazioni
- In viaggio con Ufagrà (2014), monografia illustrata di 64 pagine
- Antonio Fiore. Ufagrà. Opere 1978‑2008, catalogo del 2008.
- Passato Presente Futurismo (catalogo di Di Genova & Guidelli, 2023)
📌 Bibliografia Essenziale
- Bossaglia R, Di Genova G. (2005). Ufagrà “opere 1978-2005” (mostra nel complesso Vittoriano – Roma)
- Duranti, M. (2012). Antonio Fiore. Dal neofuturismo Agrà alla cosmopittura, Gangemi, Roma.
- Todi, T.M. (2023). Monografia Antonio Fiore- Universo Ufagrà, Gangemi, Roma.
Per approfondimenti e immagini: antoniofiore.it
WALTER TASSAU
