
Dalle Origini Arabe alle Moderne Rivisitazioni
Un Viaggio tra Nodi, Culture e Creatività
Nel 1996 il cantautore Ivano Fossati, noto per la sua capacità di esplorare temi complessi e intimi, usa il titolo “Macramè” per il suo album come metafora per la sua musica e i suoi testi. Il macramè è una tecnica di lavorazione a nodo che ha una lunga storia che abbraccia diverse culture e continenti. Questo antico metodo ha subito una serie di trasformazioni e adattamenti nel corso dei secoli, diventando da semplice procedimento di annodatura a vera e propria forma d’arte, un elemento fondamentale nella decorazione e nel design moderno. In un certo senso, il macramè rappresenta l’intreccio delle sue canzoni, ognuna delle quali è fatta di fili emotivi e narrativi che si sovrappongono e si collegano in modo sottile e sofisticato, proprio come la tecnica stessa che, pur essendo apparentemente semplice, nasconde una grande abilità nella realizzazione.
Il titolo potrebbe anche riflettere l’idea di un’arte che, pur essendo tradizionale, è sempre innovativa e in grado di esprimere emozioni profonde, un po’ come la musica di Fossati che mescola tradizione e sperimentazione. In questo senso, il macramè diventa anche un simbolo della sua capacità di mescolare diversi stili e influenze, creando qualcosa di unico e personale. Il termine macramè evoca l’idea di qualcosa che è stato creato con cura, pazienza e abilità, ma che può sembrare anche un po’ misterioso e affascinante.
Trama di fili e nodi che definisce il macramè
Nell’intricata trama di fili e nodi che definisce il macramè, infatti, si nasconde una storia antica, fatta di viaggi, scambi culturali e creatività artigianale. Lontano dall’essere una semplice moda passeggera, il macramè ha attraversato epoche e culture, adattandosi e trasformandosi pur mantenendo la sua essenza: la creazione di bellezza attraverso l’abilità manuale e la paziente manipolazione di nodi. Dai merletti decorativi delle corti rinascimentali alle tende bohemien degli anni ’70, fino alle contemporanee installazioni d’arte, il macramè ha saputo adattarsi alle epoche senza perdere il suo fascino artigianale. Oggi riscoperto come simbolo dell’estetica bohémien e del fai-da-te sostenibile, il macramè è molto più di una tendenza: è una tradizione millenaria che attraversa i continenti.
Le Lontane Origini: Nodi Funzionali e Ornamentali
L’origine del macramè è avvolta nel mistero, ma le prime tracce di nodi decorativi risalgono all’antichità. Sebbene non si possa parlare ancora di macramè nel senso moderno del termine, la necessità di fissare, unire e abbellire portò allo sviluppo di tecniche di annodatura in diverse civiltà. Gli Assiri e i Babilonesi utilizzavano frange e bordi annodati per ornare i loro abiti e le bardature dei cavalli. Gli Egizi, maestri nell’arte tessile, impiegavano nodi complessi per decorare le vesti dei faraoni e le tele funerarie, come testimoniano alcuni reperti. Frammenti di tessuti decorati con nodi complessi sono stati rinvenuti in tombe e siti archeologici, testimoniando una conoscenza e una padronanza della tecnica già consolidate migliaia di anni fa. Tuttavia, è probabile che la tecnica del macramè sia stata utilizzata anche prima di questo periodo.
Dalle intricate decorazioni delle tombe egizie alle raffinate creazioni dell’epoca vittoriana, il macramè, una delle più antiche forme di artigianato tessile, affonda le sue radici in un passato millenario, tessendo un filo conduttore tra culture e secoli, attraversando culture e continenti. Lungi dall’essere una moda passeggera, questa tecnica manuale di annodare fili per creare texture e forme, vanta una storia ricca e sorprendente.
Conosciuto per i suoi intricati nodi decorativi, questo metodo di lavorazione a mano è tornato in auge negli ultimi anni, conquistando designer e artigiani con la sua versatilità ed eleganza.
Qual’ è la Vera Storia del Macramè?
Il termine macramè deriva probabilmente dall’arabo migramah (مقرمة ) che significa “frangia” o “velo ornato da frange, tessuto annodato”. Questa tecnica che non richiede strumenti se non le abili mani dell’artigiano, è riuscita ad attraversare millenni e continenti, adattandosi alle diverse culture e periodi storici.
Tracce delle prime tecniche di annodatura risalgono addirittura al XIII secolo a.C., con reperti rinvenuti in Mesopotamia e nelle tombe dell’antico Egitto dove, in tombe risalenti al 2300 a.C., sono stati rinvenuti frammenti di tessuti annodati. Gli antichi egizi erano particolarmente abili nell’uso di queste tecniche per creare reti da pesca, ornamenti per tende e abbigliamento.
Le prime tracce del macramè risalgono all’antica Mesopotamia intorno al 2300 a.C., all’Egitto e in Cina nel III secolo d.C., dove si intrecciavano corde e fili con nodi simili a quelli usati oggi. Tuttavia, si pensa che la tecnica abbia avuto origine in Medio Oriente nel XIII secolo, durante l’espansione delle rotte commerciali arabe, quando inizia a svilupparsi come arte vera e propria. Gli artigiani arabi annodavano le frange terminali dei tessuti per impedire che si sfilacciassero.
Decorazioni per abiti e tappeti

Questa necessità si trasformò in decorazione per creare bordure e decorazioni per abiti e tappeti. I tessitori arabi utilizzavano la tecnica del macramè per rifinire i bordi dei tessuti intricati con frange intrecciate e nodi decorativi, per creare sia con funzioni pratiche sia estetiche. Realizzavano ornamenti tessili complessi – come decorazioni per scialli, intricate frange decorative per asciugamani, veli, copricapi, scialli e altri tessuti – utilizzando fili di lino, cotone e seta. Queste creazioni, spesso arricchite da perline e fili metallici, divennero presto apprezzate per la loro bellezza e raffinatezza, elevando l’annodatura a una vera e propria forma d’arte.
Fu appunto nel mondo arabo che il macramè assunse le caratteristiche che oggi conosciamo. Tra il VIII e il IX secolo d.C., gli artigiani del Nord Africa e del Medio Oriente perfezionarono quest’arte; arabi, persiani e turchi crearono intricati arazzi, cuscini, e abbigliamento con motivi geometrici, floreali e calligrafici che riflettevano l’influenza dell’arte islamica, dove la rappresentazione di figure umane era proibita.
Con l’espansione della cultura araba in Spagna durante il periodo moresco (VIII-XV secolo), il macramè divenne una tecnica molto popolare per creare oggetti decorativi e funzionali, come ad esempio tende, cuscini e borse, e si diffuse rapidamente nel bacino del Mediterraneo e da lì in tutto il continente.
L’Epoca d’Oro: Dal Mare alle Corti Europee. Il Fascino Arabo e la Diffusione nel Mondo

Nel XVII-XVIII secolo, i marinai europei, attraverso le rotte commerciali e le conquiste, contribuirono notevolmente a diffondere il macramè durante i lunghi viaggi in mare. Per passare il tempo, creavano cinture, amache e persino decorazioni per le navi. Passavano ore di navigazione annodando corde e cordami, sviluppando una tradizione di “lavori a nodo” che divenne parte integrante della cultura marinaresca. Perfezionarono nodi complessi come il “nodo piano” e il “nodo Josephine” (oggi noto come “nodo a cuore”), tecniche complesse che venivano tramandate oralmente.
Utilizzavano corde di scarto per creare oggetti utili a bordo come cinture, amache e reti, ma anche per realizzare piccoli manufatti decorativi da vendere nei porti durante le loro soste. Durante l’epoca delle grandi esplorazioni (XV-XVII secolo), questi “lavori da marinaio” venivano scambiati nei porti di tutto il mondo, contribuendo a diffondere l’arte del nodo in Asia, Africa e nelle Americhe, dove si mescolò con le tradizioni tessili locali. In Cina, ad esempio, l’incontro tra il macramè europeo e le antiche tecniche di annodatura cinesi diede vita a forme uniche di espressione artistica. Nel corso del XV e XVI secolo l’arte del macramè si diffuse nel Sud Europa – in particolare in Italia e Spagna che furono tra i primi Paesi europei a integrare il macramè nelle loro tradizioni artigianali.
L’arte del nodo
Il macramè fece la sua comparsa in Europa nel XVII secolo, diffondendosi dapprima tra le classi aristocratiche per decorare abiti e complementi d’arredo di lusso. L’arte del nodo divenne un passatempo popolare tra le donne dell’alta società che lo usavano per abbellire i propri abiti e le proprie case. Il periodo vittoriano, in particolare, vide un’esplosione di creatività nel campo del macramè, con la creazione di oggetti sempre più elaborati, dalle tende ai portavasi, ai copriletti.
Il macramè raggiunse l’Italia, dove divenne una forma di artigianato particolarmente popolare a Genova e in Sicilia per decorare tovaglie, lenzuola e tendaggi, la creazione di merletti e pizzi, spesso utilizzati per abbellire corredi nuziali e vesti religiose. Le nobildonne italiane, trasformando l’annodatura in un passatempo elegante e raffinato, si dilettavano nella creazione di pizzi e bordure in macramè, adornando i loro abiti con eleganti decorazioni. Venivano arricchiti gli arredi domestici, come ad esempio centrini e tende, creando oggetti di lusso e decorativi. mentre tendaggi e tovaglie venivano impreziositi con elaborati bordi annodati. Da qui, l’arte si diffuse rapidamente in Francia e nel resto d’Europa.
L’Apogeo Vittoriano: Un’Esplosione di Creatività
Nell’Ottocento, durante l’epoca vittoriana, il macramè conobbe un vero e proprio boom in Inghilterra e in Francia; divenne un segno di raffinatezza un elemento distintivo dell’arredamento e raggiunse l’apice della sua popolarità in Occidente. Le donne dell’alta borghesia lo praticavano come passatempo aristocratico per creare con entusiasmo elaborate tendine, copritavoli, bordure per abiti, borse e accessori per la casa che venivano ornati con motivi raffinati in filati pregiati utilizzando una varietà di filati – dal cotone al lino, alla seta e persino ai capelli umani (un’usanza oggi considerata insolita!). La complessità dei nodi e la ricchezza delle decorazioni raggiunsero livelli straordinari e il macramè trovò applicazione nella moda, con la creazione di scialli, mantelle e accessori riccamente decorati.
In questo periodo, nessun salotto borghese era completo senza almeno qualche elemento decorativo in macramè. Copritavola, portatendaggi, porta-vasi, cuscini decorativi e persino paralumi erano realizzati con un’attenzione maniacale ai dettagli e alla perfezione tecnica.
Questa passione fu alimentata dalla pubblicazione di manuali e riviste femminili dedicate che contagiarono le case di tutta Europa e del Nord America e le donne dell’epoca vittoriana spesso insegnavano la tecnica nelle scuole e nei circoli femminili. Le ragazze imparavano quest’arte come parte della loro educazione. La Regina Vittoria stessa era un’appassionata di arti tessili e contribuì notevolmente alla popolarità del macramè promuovendolo con l’intento di incoraggiare le donne britanniche a dedicarsi al lavoro di manualità domestica.

Il Declino e la Rinascita: Il Macramè nel XX e XXI Secolo
Con l’avvento della rivoluzione industriale e la produzione di massa, il macramè, come molte altre forme di artigianato manuale, entrò in un periodo di declino. La tecnica, richiedendo tempo e abilità manuale, non poteva competere con la velocità e l’efficienza delle nuove tecnologie, vedi l’avvento delle macchine da cucire. Alla fine del XIX secolo e nei primi decenni del XX, col cambiamento dei gusti estetici, il macramè sopravvisse principalmente in ambienti rurali e come hobby per pochi appassionati.
Tuttavia, gli anni ‘60 e ‘70 del Novecento videro una straordinaria rinascita del macramè nel contesto del movimento hippie che ne apprezzava l’artigianalità e l’estetica naturale e che lo adottò per la creazione di arazzi, braccialetti e abiti etnici, simboli di espressione libera e creatività. Col ritorno alle arti tradizionali, il macramè divenne simbolo di controcultura e d’indipendenza dalla produzione industriale. Vennero introdotte nuove tecniche e design, integrando materiali moderni come il filo di cotone colorato e la corda di juta. Gli oggetti in macramè – dagli arazzi ai portavasi – erano apprezzati per la loro estetica naturale e l’immediatezza dell’esecuzione che si opponeva alla produzione
industriale di massa. Appesi per piante, grandi pannelli decorativi e arazzi murali, accessori di abbigliamento – come cinture e borse appendiabiti per piante e cinture con lunghe frange – realizzati con spessi filati di juta o cotone grezzo divennero emblematici di questo periodo.
Tecniche, Nodi e Materiali Tradizionali
I materiali variano e possono includere cotone, lino, canapa, lana, ma anche corde più robuste o fibre sintetiche per progetti esterni, a seconda dell’uso finale. Oggi si usano anche nylon e fili colorati. La scelta del filo influisce sulla trama e sulla resistenza dell’opera. La semplicità degli strumenti richiesti, principalmente le mani e un supporto per i fili, rende il macramè accessibile a chiunque desideri imparare.
La combinazione di nodi e materiali permette di realizzare oggetti di grande varietà, dalle decorazioni per la casa (tappeti, tende, arazzi) agli accessori personali (borse, cinture, gioielli).
La bellezza del macramè risiede nella sua apparente semplicità, una serie di nodi che, intrecciati tra loro, creano motivi decorativi unici e nascondono infinite possibilità creative. I nodi fondamentali sono relativamente pochi – i nodi base più comuni sono il nodo piatto e il nodo a spirale che costituiscono la base per la maggior parte dei progetti – ma le loro combinazioni possono generare disegni di straordinaria complessità. Tra i nodi più importanti troviamo:
I nodi più importanti
- Nodo Piatto (Square Knot): È il nodo base del macramè per fissare i fili. è formato da due mezzi nodi in direzioni opposte e si realizza alternando due movimenti, creando una struttura simmetrica e piatta. È spesso usato per realizzare dettagli decorativi o cordoncini intrecciati. Può essere utilizzato in sequenza per creare bande e motivi.
- Nodo a Spirale (Half Hitch): È una variazione del nodo piatto, dove si alternano sempre mezzi nodi nella stessa direzione. Questo fa sì che il nodo si avvolga su se stesso, creando un effetto a spirale. Perfetto per ottenere effetti tridimensionali.
- Nodo Semplice (Nodo Festone): È un nodo decorativo che viene utilizzato per creare linee e bordi. Può essere lavorato in diverse direzioni (orizzontale, verticale o obliqua) e permette di ottenere effetti raffinati e dettagliati. È spesso impiegato per creare motivi geometrici e texture particolari.
- Nodo Quadrato: È simile al nodo piatto, ma ha una struttura più compatta e simmetrica. Si realizza utilizzando quattro fili: due centrali che fungono da base e due laterali che vengono intrecciati. È molto versatile e viene utilizzato per creare trame più solide e definite.
- Nodo a Cordoncino: È un nodo semplice e versatile, usato per creare linee e bordi decorativi. Può essere lavorato in orizzontale, verticale o obliquo per ottenere diversi effetti.
- Nodo Josephine: Un nodo decorativo che crea un rigonfiamento a forma di pallina, spesso utilizzato come elemento centrale nei disegni. Molto impiegato nei gioielli.
- Nodo Savoia: Conosciuto anche come nodo doppio o nodo a otto è un nodo resistente e sicuro, spesso impiegato per creare dettagli decorativi o per fissare i fili in modo stabile. È molto usato anche in altre tecniche di intreccio.
- Nodo Cavandoli: Una tecnica che permette di creare superfici piatte e motivi geometrici complessi, particolarmente popolare negli anni ‘70.

Il Macramè nelle Diverse Culture: Un Patrimonio Globale
Sebbene l’origine del termine sia araba, tecniche simili al macramè si sono sviluppate indipendentemente in diverse parti del mondo:
- In Perù e Bolivia, gli antichi popoli precolombiani utilizzavano tecniche di annodatura simili al macramè, come dimostra il “quipu”, un sistema di registrazione basato su corde annodate.
- In Giappone, la tecnica del “mizuhiki” prevede l’annodatura decorativa di cordoncini di carta per impreziosire doni e oggetti cerimoniali.
- Nel Nord Europa, i pescatori hanno sviluppato tecniche di annodatura per reti e strumenti di lavoro che, col tempo, hanno assunto anche valenze decorative.
- In Africa Occidentale, specialmente in Ghana e Nigeria, esistono tradizioni di tessitura a nodi che ricordano il macramè, utilizzate principalmente per copricapi e indumenti cerimoniali.
Conservazione e Restauro
La conservazione dei manufatti storici in macramè presenta sfide uniche. I filati organici come cotone, canapa e juta sono soggetti a deterioramento nel tempo. Musei e
collezionisti devono prestare particolare attenzione alle condizioni di umidità e luce per preservare questi delicati lavori.
Tecniche di restauro specializzate sono state sviluppate per intervenire sui pezzi storici senza alterarne l’autenticità. Il restauro di un manufatto in macramè richiede non solo conoscenza tecnica dell’arte dell’annodatura, ma anche competenze nel campo della conservazione tessile.
Il Macramè Moderno e Contemporaneo: Arte, Design e Sostenibilità

Oggi assistiamo a una nuova rinascita del macramè che è tornato in auge grazie al movimento boho-chic e come parte di un più ampia riscoperta e interesse per le creazioni handmade – il desiderio di personalizzare gli spazi abitativi con elementi naturali e fatti a mano – e l’artigianato sostenibile nell’era digitale. Questa tecnica è ampiamente utilizzata nella moda, nell’arredamento e nell’arte contemporanea, specialmente nel design e nella decorazione.
Gli artisti contemporanei, designer tessili, artigiani e hobbisti riscoprono l’antica arte dell’annodatura e lo reinterpretano in chiave contemporanea, utilizzando materiali innovativi e sperimentando con filati ecologici, colori naturali e forme moderne, corde sintetiche, fili metallici e persino materiali riciclati, mantenendo però intatta la tradizione dei nodi fondamentali. Stanno spingendo i confini di questa antica tecnica, mescolandola con altre forme d’arte dimostrando la versatilità e l’intramontabile fascino di questa tecnica. Combinando la storia con l’innovazione creano oggetti unici e di grande impatto estetico.
Dai gioielli minimalisti alle piante sospese
Dai gioielli minimalisti alle piante sospese, dalle decorazioni per pareti alle installazioni artistiche monumentali, complementi d’arredo come tende e cuscini, borse e abbigliamento con dettagli intrecciati, il macramè si conferma una tecnica versatile e ha trovato nuovi spazi espressivi. Designer come Emily Katz negli Stati Uniti e Windy Chien in Australia hanno contribuito a dare nuova vita a quest’arte, rendendola rilevante per gli spazi abitativi contemporanei.
Internet e i social media, in particolare Instagram e Pinterest, hanno giocato un ruolo cruciale in questo revival, offrendo piattaforme dove gli artigiani di tutto il mondo possono condividere tutorial, progetti e ispirazioni. Workshop e corsi online hanno reso il macramè accessibile a chiunque desideri imparare. Inoltre, l’interesse per uno stile di vita sostenibile ha reso il macramè ancora più attraente, poiché utilizza materiali naturali e promuove la creatività manuale.
In un mondo sempre più veloce, il macramè invita alla lentezza, alla manualità e alla connessione con materiali semplici ma potenti. Ogni nodo racconta una storia, ogni intreccio custodisce un’eredità.
Un’Arte Senza Tempo che Continua a Evolvere
La storia del macramè è un affascinante intreccio di necessità, creatività e trasmissione culturale. Il macramè è molto più di una semplice tecnica artigianale; è un viaggio culturale che attraversa secoli e società diverse. Unisce tradizione e modernità, è il filo che collega le mani degli artigiani di ieri con quelle di oggi.
Dai nodi funzionali degli antichi alle complesse decorazioni vittoriane, fino alle moderne interpretazioni dell’era digitale, il macramè continua a evolversi, mantenendo vivo il legame con le sue radici. La sua capacità di rinnovarsi nel tempo – rappresentando la capacità umana di trasformare materiali semplici in opere d’arte attraverso la pazienza e l’abilità manuale – e adattarsi alle esigenze estetiche dell’epoca è ciò che lo rende una forma d’arte intramontabile.
L’arte del macramè continua ad evolversi, incorporando:
- Nuovi materiali sostenibili
- Tecniche innovative
- Fusion con altre forme d’arte
- Design minimalista contemporaneo
Artisti contemporanei lo utilizzano per:
- Wall hanging: Arazzi murali con motivi geometrici.
- Accessori: Borse, cinture e gioielli.
- Arredo: Lampade, tende e pouf.
Il macramè moderno trova spazio in numerose applicazioni:
Arredamento – Arazzi decorativi – Portavasi sospesi – Testiere per letti – Divisori per ambienti
Moda – Borse e accessori – Gioielli – Dettagli per abbigliamento
Che si tratti di wall hanging bohemien, un’installazione artistica, un bracciale fatto a mano o un semplice portavaso, il macramè continua a intrecciare storie attraverso i suoi nodi, continuando a incantare con la sua bellezza artigianale.
In un’epoca dominata dalla produzione industriale e dalla virtualità, la rinascita di quest’arte antica testimonia un bisogno profondo di riconnettersi con la manualità e la creazione tangibile. La storia del macramè è lunga e variegata; se questa tecnica continua ad essere utilizzata oggi come forma di espressione artistica e di decorazione è perché, con la sua ricchezza di motivi e di tecniche, offre infinite possibilità creative per gli artisti e i designer. Il macramè ci ricorda che, nonostante il progresso tecnologico, l’intreccio di fili con le nostre mani continua a essere una forma potente di espressione culturale e artistica.
Come osservò la storica dell’arte tessile Giovanna Hendel: “Nel macramè troviamo l’essenza stessa dell’artigianato: la trasformazione della necessità in bellezza, attraverso la ripetizione paziente di gesti che uniscono generazioni e culture diverse”. Questo viaggio nella storia e nella tecnica del macramè mostra come un’antica arte tessile continui a ispirare creatività e bellezza. Ogni nodo, meticolosamente annodato, racconta una storia, una testimonianza della dedizione dell’artigiano e della capacità del macramè di adattarsialle mutevoli tendenze del tempo, mantenendo viva una tradizione millenaria che unisce funzionalità e decorazione in modo unico nella sua inimitabile eleganza.
Risorse e Tutorial
Per chi fosse interessato ad apprendere le basi del macramè, molte risorse sono disponibili online con tutorial passo-passo e guide dettagliate. Che siate principianti o esperti, esplorare il mondo del macramè è una meditazione attiva, un ponte tra passato e presente, un modo meraviglioso di connettersi con una tradizione antica e di creare qualcosa di unico e personale. Esplorate, sperimentate e lasciatevi ispirare da questa arte senza tempo!
Strumenti e Materiali Tradizionali Per praticare il macramè servono pochi elementi essenziali:
- Supporto per appendere il lavoro
- Fili: Cotone, canapa, juta o materiali moderni come il nylon.
- Supporto: Un bastone rigido, un anello metallico o un cuscino da nodista.
- Forbici affilate e misuratore.
- Metro a nastro
- Spille da balia
Tecniche Fondamentali
Ecco i nodi base da cui partire:
1. Nodo Semplice (o nodo festone): La base per creare frange. 2. Nodo Piatto: Usato per superfici piatte e regolari. 3. Nodo a Spirale: Per motivi decorativi tridimensionali. 4. Nodo Josephine: Elegante e adatto a gioielli o decorazioni.
Tutorial Pratico: Creare un Piccolo Arazzo Materiali:
- 10 fili di cotone da 2 metri (spessore 3mm).
- Un bastoncino di legno (30 cm).
Procedura:
- Fissare i fili al bastoncino con nodi semplici.
- Lavorare una sequenza di nodi piani per 15 cm.
- Alternare sezioni con nodi a spirale per texture.
- Concludere con frange libere o perline decorative.
Citazioni:
- https://be-a.abilmente.org/news/che-cose-il-macrame/
- https://www.tessiland.com/it/blog/articolo/l-arte-del-macrame-tra-intrecci-e-storia
- https://www.setupmytable.it/il-macrame-storia-curiosita-e-ispirazioni-per-gli-eventi/
- https://www.plam.it/la-storia-del-macrame/
- https://mulaidesign.com/blogs/blog/gioielli-macrame-e-non-solo-la-storia-e-la-tecnica-del-macrame
- https://www.academia.edu/97564422/ER_DESIGN_ER_DESIGN_Consiglio_direttivo_Direttore_ad_interim_e_Responsabile_Servizio_Biblioteche_archivi_musei_e_beni_culturali_Area_Musei_Area_Archivi_Area_Biblioteche_Area_Comunicazione_Web_Editor_Si_ringraziano_Il_design_opera_aperta_Introduzione_Il_design_opera_aperta
- https://www.ricamifiorentinibaldi.com/post/macram%C3%A8-pizzo-antico
Bibliografia Essenziale
- Boberg, A. (2018). The Modern Macramé Movement: From Ancient Craft to Contemporary Art
- Chen, L. (2015). Knotting Cultures: A Comparative Study of Macramé Techniques Worldwide
- Favretti, R. (2009). Il Macramè Genovese: Storia di un’Arte Marinara
- Henderson, K. (1972). Revival Crafts: Macramé in the Victorian Era
- Lydon, S. (1970). The Complete Book of Macramé
- Ramos, M. (2019). Anthropology of Knotting: Cultural Meanings in Textile Techniques
- Yoshida, T. (2010). Eastern Knot Traditions and Their Influence on Western Macra
- ArtiLored: dove la moda sposa il sostenibile e la memoria
- SDC Lancia la Collezione ArtiLored: Tre Progetti, Un’Unica Filosofia.
- ArtiLored: La Collezione di Borse che Racconta Storie di Sostenibilità.
- Intrecci senza tempo. La storia del macramè
- L’atelier dove nascono i sogni di stoffa
- Il Macramè in Liguria: Culla dell’Arte dei Nodi in Italia
- L’anima del metallo: conversazione con Luca Ibisco
- Rosa Genoni: la Visionaria che Cuciva il Futuro
- Quando l’Arte incontra l’uso: la sottile linea tra Arte Applicata e Artigianato
